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mercoledì 18 marzo 2026

Masala Chai di Tiziana – bevanda forte per chi non ama tè e tisane timide

Non amo i tè timidi, non amo le bevande che profumano poco e poi scompaiono: il tè, per me, deve avere carattere.

Per questo uso un Assam CTC, un tè nero lavorato con un metodo particolare chiamato Crush–Tear–Curl.
Il risultato? Un tè nerissimo, con riflessi rubino, potente, tannico, quasi “d
enso”.

È il tè che in Inghilterra si beve ogni mattina (perché sveglia!) e che in India diventa la base del masala chai.
Non è elegante, non è delicato,
è strutturato, deciso, sincero, è il british working class breakfast.

E chi lavora ha bisogno di una tazza calda,
intensa, che scalda e rinfranca davvero.
Non piace a tutti, ma a chi ama i sapori netti, sì. Questa è cultura del gusto, non improvvisazione.

Se amate i tè delicati, forse questo non fa per voi.
Se amate il carattere, benvenuti.

Come nasce questa mia predilezione?

Alcuni decenni fa, nel mio primo viaggio in Inghilterra mi sono innamorata di un tè particolare che non ho mai più trovato in Italia se non quando, un giorno, entrando in un negozio etnico indiano, ho raccontato al proprietario la mia inutile ricerca e lui ha esclamato "Ma è il tè rosso!" . E così l'ho trovato e, anche se continuo ad amare il caffè, questa ottima bevanda, ricchissima di caffeina, è un sostituto degnissimo e più salutare! E poi ho scoperto che il mio modo di prepararlo è molto raffinato - non a caso sono erborista -  e quindi ora vi racconto le caratteristiche del mio Masala chai. Non mi piacciono le miscele già pronte sul mercato e, come adoro cucinare, così anche nella preparazione di un tè mi piace variare il gusto e adeguarlo alla stagione. Usando le spezie che si possono trovare nei negozi etnici non solo risparmierete moltissimo, ma avrete la possibilità di dosare a vostro gusto la bevanda.

Masala chai forte di Tiziana

In inverno io lo faccio così. In mezzo litro d’acqua, faccio bollire un pezzetto di zenzero fresco sbucciato a fettine, un pezzetto di corteccia di cannella e 6 semi di cardamomo schiacciati: ci vorranno almeno dieci minuti, perché le spezie hanno bisogno di tempo per estrarre i principi attivi, quelli che ci fanno bene. Poi spengo il fuoco e aggiungo 2 o 3 cucchiaini rasi di tè Assam CTC, lascio in infusione per 3/5 minuti.

Trucco da erborista: si può aggiungere anche un grano di pepe nero (che esalta la cannella) e un semino di anice stellato schiacciato...e allora sì che il gusto esplode!

Questa bevanda, perfetta nei mesi freddi e umidi, ha corpo, struttura, lascia una sensazione di asciutto e pulito in bocca, perché ricca di tannini. È adatta anche ad accompagnare un pasto, proprio come un buon vino rosso tannico.

Il tè nero che utilizzo è, come ho detto, un Assam CTC. In quella sigla sta la differenza!
Cosa significa CTC? Crush–Tear–Curl (schiaccia–strappa–arrotola): è un metodo di lavorazione in cui le foglie vengono frantumate in piccoli granuli invece che arrotolate intere. In questo modo, rompendo le cellule della foglia si favorisce un’estrazione più intensa, che lascia un colore marrone molto scuro con riflessi rossi, un gusto deciso e tannico, corpo pieno, adatto a infondersi con le spezie. La maggiore frammentazione aumenta la superficie di contatto e quindi la maggiore estrazione di catechine ossidate (theaflavine e thearubigine), responsabili proprio di colore e corpo. Questi nutraceutici sono benefici perché il tè ha una grandissima concentrazione di antiossidanti: questi, oltre a combattere i radicali liberi, agiscono favorevolmente sulla circolazione del sangue e sulla pressione, accelerano il metabolismo di grassi e zuccheri, hanno funzione antimicrobica...e molto altro.

Ma attenzione, come per tutte le cose non esagerate mai con le dosi: sono sufficienti una due, massimo tre tazze al giorno, anche preparate prima, conservate in frigorifero e consumate riscaldate leggermente o fredde. Le spezie che vi ho consigliato di aggiungere hanno anche altre proprietà, lo zenzero antiinfiammatorio, benefico per la digestione, il cardamomo combatte il gonfiore, la cannella abbassa la glicemia, solo per cominciare.

Il mio masala chai è una bomba di salute!

E quando fa caldo? Si usa l’Assam CTC puro, infuso per 3 minuti, magari con “una nuvoletta” di latte, che ammorbidisce il sapore. D’estate alterno l’Assam CTC al Gunpowder, il tè verde più conosciuto al mondo, con menta fresca (come fanno gli arabi) oppure con menta fresca, cardamomo e cannella oppure menta, melissa e verbena, rinfrescanti: tengo in frigorifero una bottiglia (massimo per due giorni) per sostituire quelle poco salutari bevande industriali. E' molto dissetante.

Pronti a bere con me una tazza di tè?

Altri miei articoli su bevande deliziose e salutari le trovate su questo blog

Erbe aromatiche e oli essenziali in cucina

Il tè verde della salute: un infuso per le diete dimagranti

tè verde, tè nero, tè dimagrante, "il tè del deserto"

la cioccolata degli aztechi: buonissima anche fredda (a ridotto indice glicemico)

e alcune ricette ricche di spezie che trovate sempre in questo blog

Riso indiano con pollo, spezie e verdure (Chicken biryani)








sabato 29 febbraio 2020

ERBE AROMATICHE E OLI ESSENZIALI IN CUCINA




Di Tiziana Viganò

Le illustrazioni sono tratte da edizioni diverse di pagine dell'erbario di Pietro Andrea Mattioli (1544) che tradusse in volgare italiano il De Materia Medica di Dioscoride

PERCHE’ USARLI?

Perché è un modo molto piacevole di utilizzare principi attivi utili per la nostra salute: le piante della fitoterapia si possono usare in cucina e viceversa. Sono molto gradevoli al palato soprattutto alcune piante che hanno funzione digestiva e rilassante: hanno quasi sempre un effetto antimicrobico e disinfettante a livello intestinale, e quindi già anticamente venivano usate non solo per insaporire i cibi, ma anche come conservarli, in epoche in cui non c’erano certo conservanti e antiossidanti chimici e neppure il frigorifero!
Oltre all’uso alimentare, spezie ed erbe aromatiche si usavano un tempo come medicinali, come profumi e...anche come filtri d’amore: in questo caso si può essere certi che un loro ruolo importante era quello di coprire il sapore di ingredienti come unghie, fiele, escrementi, secrezioni varie, lingue o altri organi animali.... e altre squisitezze..
Ogni cultura ha le sue spezie e aromi preferiti: pensiamo ai profumi del Mediterraneo - origano, maggiorana, aneto, finocchio, salvia, rosmarino, basilico, timo, aglio, peperoncino, arancio, bergamotto, limone - e a quelli dell’Oriente - cannella, noce moscata, chiodi di garofano, pepe, vaniglia, zenzero, curcuma, cumino. Pensiamo e osserviamo, quando in viaggio possiamo assaggiare piatti nuovi per noi, ai legami culturali che hanno portato all’adozione di un sapore piuttosto che un altro, agli scambi commerciali di un tempo e al grande valore che le spezie rivestivano nell’antichità. Oggi le troviamo dappertutto, o quasi, ma le usiamo poco.
Proverò a stimolarvi per spingervi a provare nuove cose utili alla salute e gradevoli al palato. Le erbe e le spezie possono far diminuire l’uso del sale e dei grassi di condimento perché aumentano il sapore dei cibi: il piacere del pasto è in parte legato alla vista e al gusto, ma non dimentichiamoci l’olfatto che è il senso più coinvolto. Ci siamo mai chiesti perché alcuni alimenti ci attirano più di altri? Proviamo a pensare alla differenza tra il miele e il malto di riso: il secondo è molto più salutare del primo, ma in quanto a odore lascia a desiderare, perché è un fermentato. In alcuni casi possiamo utilizzare gli aromi per “salvare” esperimenti culinari mal riusciti: allo stesso modo diffidiamo dei piatti troppo speziati serviti nei ristoranti, soprattutto se siamo all’estero, in paesi dove l’igiene è un’illusione!

sabato 5 marzo 2016

Arancia : glossario...con tantissime ricette

articolo di Lina Mazzotti

L’arancia è un agrume dal profumo delizioso, un frutto molto saporito dell'albero dell'arancio. Originario della Cina e del sud-est asiatico, questo tipico frutto invernale sarebbe stato importato in Europa solo nel XIV secolo da marinai portoghesi. Tuttavia alcuni testi antico-romani ne parlano già nel I secolo; veniva coltivata in Sicilia dove era chiamato melarancia, il che potrebbe significare che il frutto avesse raggiunto l'Europa via terra. Probabilmente l'arancio giunse davvero in Europa per la via della seta, ma la coltivazione prese piede solo nella calda Sicilia, dove la sua diffusione si arenò. Solo dopo secoli venne riscoperto dai marinai portoghesi. In letteratura assunse l'appellativo di portogallo fino al 1800.

L'arancia si assicura il primato dell'agrume più consumato e diffuso al mondo, sono coltivate centinaia di varietà differenti.
Le arance sono suddivise in due grandi gruppi:
-  le pigmentate, con le varietà tarocco, moro e sanguinello: ideali da spremere.
- le bionde, con le varietà naveline, ovale, valencia: ottime da mangiare. L'Italia si classifica al 5° posto nella graduatoria dei maggiori produttori,mentre il Brasile è al primo posto.

Proprietà
L'agrume ha tante proprietà benefiche per la salute, molto versatile perché si può consumare in diversi modi senza rischiare di comprometterne il sapore e le proprietà. Con l’arancia, si possono preparare dolci e dessert, succhi, macedonie, insalate e altri piatti e la sua polpa deliziosa e succosa contiene molta vitamina C, flavonoidi ed oli essenziali e beta-carotene che insieme hanno grandi proprietà antiossidanti ed aiutano a proteggere l’organismo da malattie vascolari, cardiache, degenerative, da malattie tumorali e combatte il colesterolo e l'obesità e aiuta ad abassare la febbre.
Inoltre ha un ruolo fondamentale nell’organismo perché contribuisce alla formazione di collagene, delle ossa, dei denti, dei globuli rossi, favorisce l’assorbimento del ferro degli alimenti e protegge dalle infezioni. Con L'acido citrico e gli oligoelementi di cui ne è ricca la fa diventare una grande alleata nei momenti di stress.
È depurativa, contribuendo ad eliminare le sostanze che non sono state metabolizzate e che si sono accumulate nell’organismo nei diversi organi. Ha, inoltre, proprietà disinfettanti e microbicide che aiutano a migliorare la salute dell’organismo. Stimola l’apparato digerente con il magnesio, un minerale che ha a che vedere con il buon funzionamento dell’intestino, dei nervi e dei muscoli. Funge da analgesico in caso di mal di stomaco, disinfetta ed elimina i residui per facilitare la digesione.
Si prende cura della salute della pelle mantenendola idratata e sana, stimolando i tessuti,attivando la circolazione, perciò oltre a bere il succo d’arancia puro, è consigliato di fare impacchi sul viso con la polpa dell’arancia per 15 minuti.

Maschera viso con arancia e miele
Questa maschera stimola la circolazione sanguigna e riduce la secrezione del sebo. E’ consigliata per le pelli normali con tendenza ad ingrassarsi. Per questa maschera sono necessari: un’arancia frullata, 2 cucchiaini di miele.
Mescolare gli ingredienti e applicare la maschera sulla pelle pulita. Lasciare agire per 20-30 minuti, poi sciacquare il viso con acqua tiepida, poi con acqua fredda per un recupero completo della pelle.

Maschera per capelli all’arancia e limone
Frullare la scorza di mezza arancia e mezzo limone insieme al loro succo e a due cucchiai di olio di oliva. Stendere l’impacco sui capelli e massaggiate delicatamente con le mani. Coprite il capo con l’asciugamano e lasciate agire per 10 minuti, poi lavate i capelli come sempre.

Uso in cucina
Le arance sono ottime consumate semplicemente come frutta, o in dissetanti spremute.
Inoltre sono utilizzate per la preparazione di dolci e dessert, marmellate, bevande e liquori, ma anche per alcuni secondi piatti dal gusto agrodolce, come la squisita anatra all'arancia, nel pesce e nelle verdure per conferire un sapore speciale.
Le scorze possono essere candite e adoperate per la guarnizione di dolci.

Biscotti all'arancia
Grattugiare tre arance biologiche ( senza la parte bianca che è amara) e impastare la scorza insieme a 180 gr di burro, 400 gr farina, 200 gr zucchero e una puntina di bicarbonato. Aggiungete gradualmente il succo delle arance e lavorate l’impasto fino a ottenere una pasta con consistenza simile alla pasta frolla. Stendere l'impasto facendo dei biscotti di varie forme con spessore di un centimetro disponendoli nella teglia imburrata e nel forno preriscaldato a 180 gradi per 15 minuti.

Insalata con arancia
Oltre a mangiarle al naturale o in macedonia, le arance sono ottime per essere abbinate agli ortaggi nella preparazione di insalate drenanti, gustandole ogni giorno per un mese come antipasto a pranzo si proverà meno fame e la ritenzione idrica migliorerà.
Basta prendere un' arancia, sbucciala, affettarla a rondelle e metterla in una ciotola; aggiungere qualche foglia di insalata (meglio se di tipo croccante, come l'indivia belga ) un carciofo crudo tagliato sottile e un piccolo finocchio affettato e poi condire il tutto con un cucchiaino di olio extravergine d'oliva e un'acciuga dissalata. L'effetto antigonfiore è assicurato!

Polpette all'arancia
In una terrina si unisce a 400 gr di carne macinata un'uovo intero, 160 gr di mollica di pane ammollato nel latte,un ciuffetto di prezzemolo tritato, un pò di capperi dissalati, una puntina d'aglio, tre cucchiai di pecorino grattugiato, la buccia di un'arancia tritata finemente, sale e pepe q.b. Impastare il tutto molto bene per avere un composto omogeneo, formando delle piccole polpettine, infarinarle adagiandole in una padella con olio caldo rosolandole per pochi minuti. Bagnarle con marsala secco e appena evaporata aggiungere il succo d'arancia e un mezzo bicchiere di latte, coprire e cuocere per una decina di minuti.

Tisana di bucce d'arancia
Un'arancia biologicha di cui si userà la buccia, senza parte bianca, due cucchiai di zucchero o miele, il tutto messo a bollire in 300 ml di acqua per 15 minuti bere dopo averla fatta riposare per 5 minuti. Molto utile quando si ha il raffreddore.

Profumare l’ambiente e detergere la casa
L’arancia ha un aroma delizioso che si può sfruttare per profumare le stanze e gli ambienti della casa. Si possono utilizzare gli oli della scorza d’arancia che rilasciano un profumo molto gradevole, oppure facendo essiccare le buccie aggiungendole a chiodi di garofano e a cannella.
Le bucce delle arance si possono pure utilizzare per rendere profumatissimo il forno, impregnato di cattivi odori, e dopo aver sottoposto all'interno dello stesso delle scorze a temperatura di 180 gradi.
Mentre per pulire e disinfettare le diverse superfici della casa si può utilizzare una mistura con poca acqua, aceto e scorze delle arance lasciandole a macerare per alcuni giorni,poi eliminare le buccie e filtrare. Si disporrà di un aceto agrumato fresco molto gradevole.

Curiosità sulle arance
Un'antica usanza che risale ai tempi delle crociate, in cui i cavalieri regalavano le zagare alle loro spose come simbolo di fecondità, secondo la tradizione saracena, ha fatto dei fiori di arancio il simbolo del matrimonio.
I fiori d' arancio o la zagara, utilizzati per le nozze, di cui si adorna la sposa, simboleggiano la verginità; tale usanza proviene da una leggenda per la quale una giovane vergine, dovendo convolare a nozze e non possedendo alcun gioiello, in modo miracoloso, assistette alla crescita spontanea, nel proprio giardino, di una pianta decorata di fiori delicati e profumati, di colore bianco; ne è rimasta talmente inebriata che si adornò il capo con la zagara, e da allora è nata la tradizione dei fiori di arancio per la sposa.

Nel 1860, durante l'armistizio di Palermo, Garibaldi si trova nel Palazzo Pretorio, dove dirige e coordina le operazioni contro le truppe borboniche, i generali lo trovano seduto su una poltroncina, con davanti a sé una sedia su cui erano disposti alcuni sigari, delle arance, un piccolo pugnale per sbucciarle offrendone spicchi mentre venivano lette le condizioni della tregua.Più volte venne rappresentato mentre offriva arance a soldati malati e mentre ne gustava personalmente.
Il racconto delle arance, nella letteratura siciliana, passa dal mito di Garibaldi all'allegorismo del Vittorini con il "venditore di arance", dal realismo del Verga con la miseria narrata con il racconto del tragico siciliano con la piccola moglie, costretto dalla miseria a mangiare arance che nessun altro avrebbe mai mangiato, fino alla nomenclatura di Consolo, con la descrizione reale ed attenta della flora e della fauna, utilizzando termini botanici.

Per quanto riguarda invece la letteratura internazionale si ricorda "La ragazza delle arance" di Josteine Gaarder, "Cinque quarti d'arancia" di Harris Joanne
Il famoso film di Stanley Kubrick, A clockwork orange (1971), si intitola così in virtù di un modo di dire irlandese che coinvolge direttamente le arance. L’espressione serve per descrivere una cosa assurda, come l’idea, appunto, che un frutto possa avere un meccanismo interno.
Anthony Burgess, l'autore del romanzo "Arancia meccanica" che ispirò il film di Kubrick, udì la frase in un bar durante un suo soggiorno in Irlanda. Quel termine gli rimase impresso e decise di utilizzarlo per raccontare una storia che fosse anomala, strana quanto un’arancia meccanica.

L'arancia viene rappresentata molto nell'arte pittorica sia nella sua fioritura fragrante come frutto d'oro e le sue verdi foglie, appaiono in diverse composizioni del Rinascimento.I suoi fiori e frutti possono evocare la purezza, la verginità, il matrimonio, la fertilità.

Carnevale d'Ivrea viene festeggiato con la battaglia delle arance; tale tradizione deriva da un'usanza molto antica che ha le sue radici storiche nel Medioevo, quando nel giorno della commemorazione dell'Assunta, il Feudatario regalava, come ricompensa di un anno di lavoro e di stenti, una pentola di fagioli ad ogni famiglia. In segno di protesta contro i sorprusi subiti, i donatari ritennero di buttarle per terra; La rievocazione di tale gesto entrò a far parte delle usanze di Carnevale attraverso il getto dei fagioli inizialmente, e trasformatasi successivamente in getto di arance. E' una battaglia spettacolare con il popolo in piedi ed indifeso, a subire i getti di arance da parte di tiratori, posizionati sopra carri trainati da 2 o 4 cavalli, e provvisti di maschere e tute protettive a forma di armatura, a simboleggiare il potere e la tirannia del Feudatario verso i deboli.

https://lizhandmadelab.wordpress.com/

Fonti: viverepiusani - wikipedia - riza



martedì 2 settembre 2014

Fiori e floriterapia - di Bach, Californiana e Francese - per una pelle magnifica


Dopo l’estate occorre rinnovare la pelle, uniformarne il colore, renderla pulita e levigata, pronta ad assorbire

nuovo nutrimento. E’ un trattamento degno di una beauty farm ma con costo irrisorio, e il risultato è spettacolare. Cominciamo con uno scrub e terminiamo con un olio in cui avremo aggiunto fiori che hanno proprietà non solo benefiche per la pelle, ma che agiscono anche sulla nostra energia, come insegnano la Floriterapia di Bach e le Floriterapie Californiana e Francese Deva.

Cerchiamo nei giardini, possibilmente in luoghi non inquinati, lontani dalle città, alcuni fiori che troveremo facilmente in questa fine estate.  Scegliamoli freschi. Raccogliamo i petali, lasciamoli asciugare per un giorno all’ombra, distesi e ben separati, poi prepariamo lo

SCRUB
300 g sale fino+ 3 manciate di petali di fiori
frulliamoli con un quantitativo di sale fino doppio del volume dei fiori. Distendiamo ancora il preparato in luogo caldo e all’ombra per qualche giorno fino a che tutto sarà ben secco. Ripassiamo nel mixer e riponiamo in vasi di vetro ben chiusi: il composto durerà alcuni mesi.

 OLEOLITO
100 ml di olio base (argan oppure jojoba oppure mandorle)+ 30 g mix di fiori secchi (calendula, elicriso, rosa moscata, lavanda)
Acquistiamo un olio base nutriente, argan, jojoba o mandorle (quest’ultimo è il meno costoso): per 100 ml di olio compriamo in erboristeria un mix di 30 g di fiori secchi di calendula, elicriso, rosa moscata e lavanda, tutti insieme oppure uno solo a scelta. In un vaso di vetro mettetiamo i fiori e l’olio, lasciamoli macerare per un minimo di otto giorni. Poi scoliamo con un colino a maglie fini, spremiamo bene i fiori, filtriamo mettendo un foglio di carta da cucina nel colino e ripassando l’olio ottenuto. Mettetiamo l’oleolito in un vaso o bottiglia di vetro, durerà alcuni mesi.

CURA DI BELLEZZA PER UNA PELLE LEVIGATA, MORBIDA, UNIFORME, NUTRITA
Bagnate la pelle sotto la doccia, poi strofinate una manciata di sale aromatico sulla pelle,  massaggiando con leggerezza, ma insistendo sui punti dove la pelle è più resistente. Sciacquatevi senza usare sapone.
Per il viso usate due o tre cucchiai di zucchero mescolato con un cucchiaio di olio, è uno scrub delicato ma efficacissimo: poi sciacquate. Sulla pelle del corpo e del viso ancora calda e leggermente umida massaggiate a lungo con l’oleolito, poi avvolgetevi in un accappatoio e sdraiatevi almeno dieci minuti in relax.  Per finire il trattamento passate su tutta la pelle una spugna o una manopola bagnata con acqua calda e strizzata: servirà a eliminare l’eccesso di olio sulla pelle.

venerdì 18 aprile 2014

CANNELLA (glossario)

Originaria di Sri Lanka, la Cinnamomun zeylanicum è una pianta diffusa in Oriente, Africa, Caraibi: la corteccia essicata è sempre stata usata nelle antiche medicine tradizionali per le sue proprietà batteriostatiche, antimicrobiche, per l’apparato digerente e per le vie urinarie, come astringente nelle diarree, tropicali e non, oltre che per un uso “riscaldante” utile nelle patologie respiratorie; a livello psichico, come tonico antidepressivo.
In cucina veniva e viene usata come antisettico conservante dei cibi e per facilitare la digestione.

Oggi nuove ricerche scientifiche ne hanno convalidato l’uso come ipoglicemizzante, utile come coadiuvante nelle iperglicemie e nel diabete 2, non-insulinodipendente: è utile per il controllo del peso, proprio per questa sua azione contro la iperglicemia, e aiuta ad abbassare la pressione arteriosa. Con un dosaggio di 2 g al giorno, quindi una dose minima, in tè, infusi o un aggiunta a cibo, si possono ottenere buoni risultati: mai eccedere con la dose per non incorrere in effetti collaterali. Usate sempre cortecce comprate in negozi specializzati con lunga data di scadenza. Esistono anche prodotti in capsule. In cucina le stecche polverizzate vanno bene per aromatizzare i dolci, il riso, le carni brasate. La polvere in commercio è poco profumata, ma utile per alcune preparazioni.

domenica 6 aprile 2014

TE' VERDE, TE' NERO, TE' DIMAGRANTE, "TE' DEL DESERTO" (glossario)

Le foglie del tè, Camelia sinensis, torrefatte subito dopo la raccolta forniscono il tè verde,che ha basso contenuto di caffeina, mentre le foglie torrefatte dopo fermentazione danno il tè nero che ha contenuti di caffeina dallo 0,9 al 5%: i polifenoli contenuti nella pianta modulano l’azione di questo potente alcaloide che è responsabile dell’effetto tonico e stimolante del sistema nervoso centrale, con aumento dell’attenzione e della lucidità. 

sabato 5 aprile 2014

CURRY (glossario)

Curry è un nome dato dagli inglesi alla miscela di spezie che compone il masala (nella lingua tamil  cari  vuol dire salsa, zuppa e identifica la ricetta di pesce carne o verdure). La formula contiene in varie proporzioni molte spezie diverse: curcuma pepe cumino cannella zenzero coriandolo noce moscata fieno greco semi di senape e foglie di curry (piccola pianta Himalayana), chiodi di garofano peperoncino. Molte sono le varianti, a seconda della ricetta personale dei cuochi o di chi prepara le miscele che si vedono coloratissime nei mercati d’Oriente.

sabato 14 settembre 2013

ZENZERO (glossario)

il rizoma di questa pianta si è diffuso anche da noi e ora si trova in tutti i supermercati. Usato in tutti i paesi tropicali, dall’Asia all’Africa, al mondo arabo, è davvero gradevole, molto meno piccante del peperoncino rosso, ha un vago aroma di limone. Nell’Europa del nord è molto usato per i dolci come il “panpepato” e i biscotti al ginger (da Zingiber officinalis), mischiato ad altre spezie come cannella chiodo di garofano ginepro anice: la birra inglese chiamata ginger ale  contiene estratto di zenzero, così come viene spesso usato negli aperitivi.
Antibatterico e disinfettante intestinale usato in altri tempi prima degli antibiotici, ma ancora oggi nei paesi del Terzo Mondo, digestivo e stimolante le funzioni epatiche e biliari – come tale non va usato da chi soffre di calcoli biliari.  Studi recenti hanno dimostrato che l’uso  della tintura madre in gocce o dell’estratto secco in capsule è attivo contro l’helicobacter pilori, uno dei responsabili di ulcere, gastriti, esofagiti.
Nella medicina tradizionale cinese è usato come “riscaldante” quando si prende freddo, come antiinfiammatorio in caso di raffreddori (ottimo coadiuvante il decotto con un pezzetto di rizoma fresco bollito in acqua per 20 minuti e dolcificato col miele, è buonissimo di sapore oltretutto). Interessante l’uso come antinausea: si è dimostrato che ha la stessa efficacia  della difenidramina, uno degli antiemetici chimici più usati soprattutto per il mal di mare, aria, auto e per la nausea in gravidanza.
Una divertente curiosità: il medico arabo Avicenna nel medioevo lo consigliava mischiato al miele come il viagra dei nostri giorni.
In cucina lo useremo per la carne, il pesce, assieme alle verdure, anche con i cereali e nei dolci soprattutto quelli di pasta frolla. E’ consigliabile usare il rizoma fresco:  sbucciatelo e tagliatelo a pezzetti, poi surgelatelo, per poi utilizzarlo al bisogno. La polvere è meno efficace e non ha un sapore all’altezza del fresco, io non la uso mai.





 

venerdì 23 agosto 2013

CURCUMA (glossario)

la Curcuma longa, della famiglia delle Zinziberacee, come lo zenzero, è chiamata anche zafferano delle Indie, perchè assomiglia per colore e per gusto. Il rizoma è largamente usato nella cucina orientale da migliaia di anni, è l’ingrediente base dei curry e viene usato largamente nell’industria come colorante alimentare. La medicina tradizionale ayurvedica – indiana - l’ha sempre tenuta in grande considerazione per le sue proprietà antiinfiammatorie, digestive, stimolanti la produzione di bile e le funzioni del fegato nella digestione. Oggi la scienza ha scoperto le ottime proprietà nutraceutiche di una sostanza, la curcumina, che ha ottime proprietà antiossidanti e si consiglia per la prevenzione dei tumori, soprattutto alla prostata, e per i problemi biliari . In oncologia oggi si usa per la sua interazione positiva con i chemioterapici e altri farmaci, in quanto ne migliora l’assorbimento. Il sapore è dolce aromatico con una nota leggermente piccante, si può usare al posto dello zafferano nel risotto alla milanese o in altri  piatti di pesce o di carne, soprattutto con il pollo e i legumi.

sabato 20 luglio 2013

RICETTE NATURALI: pelle di seta e abbronzatura perfetta

I consigli dell'erborista

di Tiziana Viganò

 
L’abbronzatura ci rende subito più affascinanti: ma per preparare la pelle togliendo cellule morte si deve usare con uno scrub da fare invidia a una beauty farm. Durante l’estate ripetetelo ogni 30 giorni per rinnovare la pelle, ammorbidirla e prepararla a nuova abbronzatura, evitando l’orribile desquamazione secca. Nei giorni seguenti lo scrub idratate con una buona crema ed esponetevi al sole con adeguati filtri solari. Il colore dorato durerà più a lungo.

Miscela base
6 cucchiai di sale fine
2 cucchiai di miele
2 cucchiai di yogurt bianco
2 cucchiai di olio d’oliva (o ancora meglio di jojoba, d’argan, o di mandorle dolci)

A questa base si aggiungono poche gocce di olio essenziale naturale, senza mai esagerare con la dose*, per caratterizzare e personalizzare il nostro scrub, dando anche una valenza curativa per la pelle.

Per una donna affascinante: profumo di arancio amaro
4 gocce di olio essenziale di arancio amaro –estratto dalle scorze –
oppure neroli – estratto dai fiori -:
molto femminile, seduttivo e dolcemente energizzante.

Per un uomo che vuole sentirsi al meglio di sé:  
profumo di ginepro o cipresso
4 gocce di olio essenziale di ginepro oppure cipresso:
energizzante e rinfrescante, dal profumo di base legnoso,
di resina e di bosco, molto virile.

Per i goduriosi: cioccolato e menta
2 gocce di olio essenziale di menta piperita, non di più,
e due cucchiaini di cacao amaro in polvere.
Ideale anche in estate, dà una sensazione
di freschezza deliziosa e inebria con il goloso odore del cioccolato…
ma non ha calorie! Tutto da annusare…

Per chi vuole una sferzata di energia: tonificante rosmarino
4 gocce di olio essenziale di rosmarino fiori e foglie per togliere la stanchezza e riattivare la circolazione.
Ideale dopo lo sport.

Per la pelle delicata del viso
Invece del sale si usano 3 cucchiai di zucchero
e 1 cucchiaino soltanto degli altri ingredienti.
Unite 2 gocce di olio essenziale di lavanda per pelli grasse
e incenso per pelli secche.
Massaggiate molto delicatamente il viso, il collo e il decolleté.

Mettete in una ciotola gli ingredienti e mescolate bene per ottenere una consistenza cremosa. Sotto la doccia ben calda lasciate che i pori della pelle si aprano – se siete fortunati possessori di sauna o bagno turco approfittatene, beati voi! - poi chiudete l’acqua e cospargetevi il corpo piano piano con il composto, massaggiando con movimenti circolari. Insistete con lo scrub nei punti dove la pelle è più spessa, mentre siate più delicati dove avete la pelle più sottile o ci sono capillari evidenti. Non abbiate fretta: l’effetto levigante si ottiene non solo col massaggio, ma col contatto con sostanze acide come lo yogurt o esfolianti come il miele. Aprite l’acqua e fate seguire una doccia calda o tiepida prolungata, senza assolutamente usare saponi o bagnoschiuma. Godetevi il momento e asciugatevi con un altro bel massaggio. Sarete stupiti del risultato. Non occorre neppure la crema dopobagno, ma una nuvola di profumo darà il tocco finale.

*gli oli essenziali non sono profumi, hanno un forte effetto terapeutico quindi vanno usati in dosi minime, altrimenti potrebbero causare allergie. Non superate le dosi consigliate e avrete solo il benessere di questi doni della natura. Attraverso l’olfatto le essenze stimolano i sensi e i centri dell’emozione nel cervello donando particolari sensazioni che variano a seconda del tipo di olio usato.

sabato 1 giugno 2013

Edemi e ritenzione idrica, gambe pesanti per cattiva circolazione, cellulite: che problemi!!!

I consigli dell’erborista
di Tiziana Viganò



Prepariamoci all’estate con la prevenzione e il trattamento di alcuni noiosi disturbi che col caldo peggiorano, soprattutto in noi donne.

Per combattere la ritenzione idrica, quel “gonfiore” delle gambe o in altre parti del corpo, evitiamo d’estate  i diuretici più potenti e famosi – come pilo sella, tintura madre di Betulla -  anche di origine vegetale, che fanno perdere sali minerali e abbassano la pressione. La tintura madre di Tarassaco, che risparmia il potassio, è il diuretico d’eccellenza durante l’estate, ma solo per chi ne ha davvero bisogno.


Useremo le gemme degli alberi, da cui si estraggono i principi attivi con macerazione in acqua, glicerina ed alcool, secondo regole ben precise della farmacopea francese che ha inventato la gemmoterapia. Le gemme, essendo la parte in crescita delle piante, contengono moltissimi principi attivi estremamente efficaci, davvero tutta l’energia dell’albero.  Le Tinture Madri, veri caposaldi della fitoterapia, sono estratti da piante fresche appena raccolte e macerate in acqua e alcool: contengono quindi il fitocomplesso più attivo delle piante medicinali.

Associamo quindi ai gemmo terapici altre piante adatte a prevenire i disturbi della circolazione venosa, dolorosi, fastidiosi e in alcuni casi pericolosi – è meglio prevenire che curare! -. In caso di patologie gravi ci rivolgeremo al medico: le piante potranno aiutarci a risolvere casi meno importanti.



Ritenzione idrica, stasi linfatica, cellulite: mattino 50 gocce Linfa di Betulla MG, sera 50 gocce Castagno MG. Diluite in poca acqua prima dei pasti.



Cattiva circolazione e gonfiore degli arti inferiori: 50 gocce Ippocastano MG, sera 50 gocce Castagno MG. Diluite in poca acqua prima dei pasti.



Cellulite con sovrappeso e ritenzione idrica: mattino 30 gocce Rusco TM, sera 50 gocce Castagno MG. Diluite in poca acqua prima dei pasti.



Vene varicose e fragilità capillare delle gambe, edemi e cellulite 50 gocce Ippocastano MG, mezzogiorno 30 gocce Ginkgo biloba TM, sera 50 gocce Castagno MG. Diluite in poca acqua prima dei pasti.

Per un pediluvio, un bagno o una doccia rigenerante che riattivi la circolazione dopo una faticosa e calda giornata procuratevi sale fino e olio essenziale di Rosmarino*. Per il pediluvio diluite in un catino d'acqua tiepida e rimanete almeno dieci minuti con i piedi immersi. Per un bagno usate 10-12 gocce  di olio essenziale in 250 g di sale, sciogliete nell'acqua della vasca e state immerse ...fino a quando volete. Per la doccia invece unite a 250 g di sale fino 8 gocce di olio essenziale, due cucchiai di yogurt, due di olio e due di miele. Con questo scrub massaggiate la pelle umida per pochi minuti, poi sciacquate senza usare saponi: otterrete pelle di seta e circolazione alle stelle!


Linfa di Betulla - Betula verrucosa (macerato glicerinato, MG)

Si ricava da incisioni praticate nella corteccia dell’albero all’inizio della primavera: contiene salicilati – quindi vietata a chi è allergico all’Aspirina – che hanno un’azione antiinfiammatoria e diuretica; betulina che aiuta ad abbassare il livello di colesterolo e di acido urico con azione diuretica non aggressiva. Ottima quindi come drenante, depurativo, contro la ritenzione idrica.

Castagno gemme  – Castanea vesca (macerato glicerinato, MG)

Si ricava dalle gemme fresche primaverili dell’albero di castagno: contiene acido gallico e ellagico, vitamine e minerali. E’ ideale per la stasi linfatica e gli edemi in generale e in quelli degli arti inferiori da insufficienza venosa, crampi e parestesie delle gambe.

Ippocastano gemme  – Aesculus hippocastanum (macerato glicerinato, MG)

Derivato dalle gemme primaverili dell’ippocastano contiene derivati dell’escina, potente flebotonico e antinfiammatorio della circolazione venosa degli arti inferiori e di tutto il corpo – utilissimo per chi soffre di emorroidi -. Chi ha varici e fragilità capillare può fare lunghi cicli per tutta l’estate.

Ginkgo – Ginkgo biloba (tintura madre, TM)

Si ottiene dalle foglie mature dell’albero, raccolte in estate e macerate in acqua e alcool. Contiene tra gli altri flavonoidi (rutina) e ginkgolidi che sono attivi sulle problematiche vascolari e come prevenzione delle trombosi. Non si può associare a farmaci.

Rusco, Pungitopo – Ruscus aculeatus (tintura madre, TM)

Si ottiene dalle parti sotterranee raccolte in autunno e macerate in acqua e alcool. Contiene ruscogenina, ruscina e ruscoside, sostanze fortemente attive nelle insufficienze venose, con varici, emorroidi, fragilità capillare. I principi attivi che ho citato agiscono come antiinfiammatori sulle pareti venose, migliorando la circolazione, diminuendo la vasodilatazione venosa, favoriscono la diuresi. Il rusco è utile nella prevenzione delle trombosi e flebiti negli individui predisposti. Non si può associare a farmaci.



* gli oli essenziali, distillati da enormi quantità della pianta medicinale scelta, sono potentissimi. Devono essere usati in quantità molto piccole, sempre diluite come detto sopra e non vanno ingeriti. Gli individui allergici facciano una prova su una piccola porzione di pelle prima di usarli su tutto il corpo.